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Massime

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Indice
Massime
Come la folgore...
Chi sono le aquile?
La filosofia...
Quando Erode...
Credete, giovani...
Gli eletti...
Ecco, io invierò...
Ecco, io mando...
La legge e i profeti...
Il Figlio dell'uomo...
Come sarà possibile...
Chi dunque...
L'alchimia...
Non vi è nulla...
Venne da dietro...
Tutte le pagine

A Melle (Deux-Sévres) si può ammirare il cavaliere mistico di cui parla il veggente di Patmo, e che deve venire nella pienezza della luce. Si tratta di una statua nobile e grave che, sotto un arco a tutto sesto della chiesa di Saint-Hilaires, sta sopra il portale nord. In mezzo all’ineffabile gloria divina gli sono consegnati l’arco e la corona. Il nostro cavaliere, pur non mostrando l’arma simbolica, ha, però, il capo coperto dal segno di ogni regalità. Il suo atteggiamento rigido, la sua alta statura annunciano la potenza, ma l’espressione della sua fisionomia sembra improntata ad una certa tristezza. I suoi tratti lo fanno stranamente assomigliare al Cristo, al Re dei re, al Signore dei signori, a quel Figlio dell’Uomo che mai, secondo quanto riferisce Lentulo, è stato visto ridere, sebbene sia stato visto spesso piangere. E comprendiamo che non è senza malincuore che ritorni quaggiù, nei luoghi della sua Passione, l’eterno inviato da suo Padre, per imporre al mondo pervertito l’ultima prova e per “mietere”, senza pietà, l’umanità svergognata. Quest’umanità matura per il castigo supremo, è raffigurata dal personaggio travolto e calpestato dal cavallo, senza che il cavaliere tradisca neanche la benché minima preoccupazione.
Fulcanelli